Obesità e Medicina di Precisione … la mia idea!

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L’obesità è ormai a tutti gli effetti una vera e propria pandemia. Interessa una percentuale molto alta della popolazione mondiale e non c’è distinzione di razza e/o di Paese di appartenenza …
Se le percentuali d’incremento rimangono così inalterate si stima che nel 2030 – a livello mondiale - le persone obese saranno circa 1.12 miliardi alle quali si aggiungeranno le 2.16 miliardi in sovrappeso.
A questi allarmanti dati si legano quelli che riguardano il diabete tipo 2 tanto che a voler rafforzare la correlazione, sia epidemiologica che patogenetica, si è coniato il termine diabesità.

Urge dunque trovare un trattamento che assicuri un calo ponderale di successo a fronte di ciò che invece viene proposto dalla Diet Industry.

Nella mia realtà ambulatoriale e non solo, posso dire che il sovrappeso/obesità è uno dei principali motivi che spingono le persone a varcare la soglia dello studio e non é certo solo per un fatto estetico, ma perché è una vera e propria malattia, accompagnata da alte mortalità e morbilità oltre ad essere causa di grave disabilità.

L'aumento dell'obesità, sulla base dell’esperienza maturata, credo sia dovuta a due grandi ed importanti trasformazioni.
La prima riguarda il cibo – sulle nostre tavole c’è molto cibo trasformato dall’industria e poco cibo naturale e fresco. La qualità nutrizionale dei prodotti trasformati dall’industria è veramente scarsa poiché sono ricchi di zuccheri, di grassi e di una moltitudine di altre sostanze chimiche delle quali il nostro corpo non sa proprio cosa farsene.
La seconda trasformazione riguarda l’ambiente - l’urbanizzazione ha creato un ambiente sempre meno adatto a svolgere attività fisica. Aggiungerei inoltre i ritmi lavorativi che sono sempre più incalzanti e che lasciano poco tempo alla pratica del movimento.

Viviamo in un ambiente obesiogeno.

Su questa base nasce la considerazione che il primo intervento terapeutico riguarda il taglio dell’apporto calorico combinato all’aumento del movimento. Il peso corporeo infatti, è l'espressione di un bilancio tra calorie ingerite con il cibo (intake calorico) e il dispendio energetico dell’attività motoria. Quando questo è in eccesso il peso aumenta mentre quando questo è in difetto il peso diminuisce!

Soffermandoci sulla prima parte, cioè il taglio delle calorie, troviamo scenari davvero interessanti!
Per realizzare il taglio dell’apporto calorico si può agire in modo drastico oppure in modo moderato. Nel primo caso l’alimentazione è fortemente ipocalorica – Very Low Calories Diet (circa 800Kcal). Questa più medicalizzata; ha alti apporti proteici, in un tentativo di salvaguardare la tonicità dei tessuti magri, e prevede una drastica restrizione di grassi e carboidrati.
Nel caso della restrizione calorica moderata si mantengono i cardini di una alimentazione mediterranea con una riduzione di circa 500-600Kcal/die garantendo così un calo ponderale di 0.5-1.0 kg a settimana.

Personalmente non condivido l’utilizzo delle VLCDs perché non permettono di educare/formare il paziente oltre al fatto che richiedono stretta sorveglianza da parte del professionista poiché necessitano di una adeguata assunzione di acqua, di integrazioni di vitamine, minerali e fibra alimentare e dal punto di vista funzionale sovraccaricano fegato e reni.

A questo mi permetto di aggiungere quanto scritto da un carissimo collega-amico Mauro Destino che per maggior supporto ha anche elaborato una interessante info-grafica.
Queste le sue parole: Quando mangi poco l'organismo si difende con tutti i mezzi: risparmia e mette in campo tutti gli stimoli per ridurre la sazietà e aumentare l'appetito. E' un meccanismo a tutela della specie umana, pertanto potentissimo (abbiamo superato le carestie proprio per questa capacità che ad un certo punto ti mangi qualsiasi cosa). Perché ti parlo di questo? Per farti capire come le diete restrittive abbiamo l'effetto paradossale di far ingrassare proprio per meccanismi del genere.

A questo si aggiungono altri regimi alimentari definiti popular diets – messi in campo dalla diet industry, cioè quei regimi alimentari che enfatizzano ora l'uno ora l'altro nutriente. Fra queste ricordiamo quelle iperproteiche e quelle basate sulla restrizione più o meno spinta del carboidrati (low carbohydrate, low carb diets) o dei grassi (low fat diets). In genere le Popular Diets non sono validate da studi scientifici sufficienti, ma sono diffuse e spesso autogestite dai pazienti.

La pratica è avara di risultati duraturi nel tempo, dal momento che frequentemente gli obesi recuperano nel giro di due-tre anni la maggior parte del peso perduto.

Qualcosa di nuovo ... Un crescente interesse sul rapporto genetica&nutrizione: nutrigenetica, nutrigenomica, ed in particolare sulla diversa risposta, in termini di calo di peso, ad una restrizione calorica nelle persone obese e sulla possibilità di ottenere risultati migliori proponendo diversi tipi di dieta personalizzati.

Questo apre nuovi orizzonti – nell’epoca della Medicina di Precisione – per la personalizzazione del management dell'obesità. Non è però da trascurare che il metabolismo, il comportamento alimentare e lo stile di vita sono fenomeni multifattoriali, caratterizzati dall'interazione fra fattori ambientali (compresi quelli emergenti come la flora batterica intestinale, il microbiota, che modula l'utilizzazione delle sostanze nutritive e presenta una composizione diversa fra obesi e persone normopeso), genetici e culturali, i quali contribuiscono in varia misura ad una calo ponderale di successo perché duraturo!

In questo panorama il mio modus operandi è caratterizzato dal Metodo del Coaching integrato con strategie della terapia cognitivo comportamentale su base Dieta Mediterranea e ... nel mio piccolo Vi dico che risultati di successo ci sono!

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