Acidi Grassi trans: la posizione dell’UE

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Si torna a parlare di acidi grassi trans ed i loro pessimi effetti sulla salute.

Questa Estate il Parlamento Europeo aveva lanciato la guerra agli acidi grassi trans chiedendo alla Commissione di definirne i limiti di utilizzo nei prodotti confezionati.

Qualche giorno fa è arrivata la notizia che il Consiglio dell’UE ha deciso di introdurre un limite legale al loro utilizzo negli alimenti prodotti a livello industriale.

La Commissione propone un massimo di 2 grammi ogni 100 grammi negli alimenti destinati al consumatore finale.

Ma ... cosa sono gli acidi grassi trans e quali i loro effetti?
Vediamo insieme qualcosa ...

Gli acidi grassi trans sono una forma particolare di grassi insaturi e a differenza dei grassi saturi (quelli dei prodotti di origine animale), i quali non hanno doppi legami - i grassi insaturi hanno uno o più doppi legami nella loro struttura chimica.
Quando parliamo di doppi legami bisogna considerare anche la configurazione, cioè la posizione degli atomi di idrogeno rispetto al doppio legame. Se gli atomi di idrogeno sono tutti dallo stesso lato si parla di configurazione cis, che è la struttura più comune, mentre quando gli atomi di idrogeno sono su due lati opposti si parla di configurazione trans.

Sono questi ultimi prodotti durante il processo di idrogenazione, un processo che permette la produzione delle margarine, a partire da grassi vegetali, che sono liquidi a temperatura ambiente. Ai grassi vegetali vengono aggiunti atomi di idrogeno per renderli solidi a temperatura ambiente.

Questo processo rende i grassi trans molto pericolosi per l’organismo, forse anche più di quelli saturi (ad esempio quelli presenti nel burro). Favoriscono, infatti, l’aumento dei valori ematici di colesterolo, l’accumulo di placche a livello delle arterie, l’insorgenza dell’insulino-resistenza e del diabete mellito di tipo II, l'Alzheimer. Inoltre favoriscono lo stato infiammatorio e l’insorgenza di tumori.

Gli acidi grassi trans, però, non derivano soltanto dalla produzione industriale infatti costituiscono circa il 2-5% dei grassi presenti in latte e derivati ed il 3-9% nelle carni di manzo ed agnello. Si formano naturalmente grazie ai batteri presenti nello stomaco dei ruminanti.
Un apporto moderato di grassi trans naturali non costituiscono pericolo, anzi è protettivo dal punto di vista cardiovascolare. Il più famoso è l’acido linoleico coniugato (il CLA).

L'invito torna ad essere sempre quello di consumare prodotti freschi e non trasformati dall'industria seppur segnali positivi sembrano arrivare alla luce delle ultime decisioni prese dalla Commissione dell'UE.

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