No alle Solenacee

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Suona più o meno così l'imperioso invito ad escludere dalla nostra alimentazione quotidiana le Solanacee cioè pomodori, patate, melanzane, peperoni, peperoncino, bacche di Goji ... ma poca forza hanno gli studi scientifici che sostengono tale affermazione.

Le piante che rientrano in questa famiglia risultano essere nocive per il nostro BnedEssere a causa del naturale contenuto di un alcaloide tossico che ha il compito di difendere la pianta stessa dall'attacco di vermi, funghi, batteri, insetti e animali. Si chiama solanina.

Oltre alla scarsa portanza dei lavori scientifici c'è da aggiungere una considerazione squisitamente matematica: per raggiungere la dose di solanina tossica per il nostro corpo dovrebbero essere mangiati 10Kg di patate cotte oppure 42Kg di pomodori. Inoltre è anche da considerare la compartimentalizzazione della solanina cioè nella buccia, nel fusto, nelle foglie e nelle radici. Sono queste parti che in genere scartiamo!

A mio modo di pensare sono di gran lunga più importanti i lavori che hanno sottolineato l'importanza di questi stessi alimenti per il loro contenuto di vitamina C, vitamina A, luteina, zeaxantina, licopene e minerali per il loro ruolo quali potenti anti-ossidanti.

Sono invece più convinta nel rivolgere l'invito ad un moderato consumo di

  • patate poiché ricche di amido e dunque incidono negativamente sulla glicemia;
  • pomodori perché ricchi di acido ossalico che lega il calcio limitandone l’assorbimento a livello intestinale
  • melanzane e peperoni poiché ricchi di poliammine, sostanze indispensabili alla proliferazione delle cellule tumorali.

Fonte: Rivista Italiana di Nutrizione e Metabolismo, Marzo 2019

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