Health CoachingRassegna Stampa

CoronaVirus: no allo stigma sociale

Stiamo vivendo ormai da giorni l’impegnativa realtà identificata dall’acronimo COVID-19 [COronaVIrus Disease 19] o malattia respiratoria acuta da SARS-CoV-2.

Siamo tutti immersi in uno scenario surreale che genera angoscia.

Per alcuni giorni sono rimasta in silenzio ed in particolare sono rimasta in silenzio su tutto ciò che strettamente riguarda la mia professione – quale nutrizionista – perché non ho formule magiche da dispensare. Piuttosto – quale italiana – ho rotto il silenzio per sottolineare l’importanza delle strategie che ci viene chiesto di attuare e per esortare al rigoroso rispetto senza se e senza ma!

Oggi ho deciso di tornare a scrivere – quale coach – riguardo all’assenza di giudizio e critica che se non praticate sono autostrada verso lo stigma sociale!

Il virus – responsabile della pandemia – è qualcosa di piccino e invisibile che si incarna in chi ne viene in contatto o – peggio ancora – in chi se ne ammala. Tutto ciò incute angoscia e così – secondo quanto gli esperti affermano – ci si chiude, attuando un meccanismo di difesa psicologica. Se tutto questo si accompagna a giudizio, pregiudizio e critica ecco che nasce lo stigma. Etichette e stereotipi appiccicati a chi ha -o ha avuto- un legame con la malattia screditando ed allontanano la persona stessa.

La storia ci offre qualche esempio: nel caso della tubercolosi o della scabbia l’additato era l’uomo nordafricano mentre nel caso di Ebola fu l’uomo dell’Africa subsahariana … ora per il Coronavirus è la volta di cinesi , lombardi e veneti.

Perché parlarne … perché tutto questo espone al grande rischio – come espresso dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità – che, in un ambiente ostile, una persona malata decida di nascondere la malattia – o tardare nella richiesta di aiuto – per non incorrere in discriminazioni.

Attenzione dunque: Consapevolezza e Autonomia di pensiero sono le determinanti. Aggiungo anche che è determinante  attingere dati da fonti attendibili, sicure e riconosciute evitando notizie battute con linguaggio iperbolico.

A mio modo di vedere è importante scegliere parole funzionali promuovendo empatia e umanizzazione con lo scopo di incoraggiare la prevenzione, la diagnosi precoce e la cura.

Buona Pratica!

Un pensiero su “CoronaVirus: no allo stigma sociale

  1. Si però più che angoscia io nutro una forte fobia nell’avvicinarmi alle persone e questa e sorta dall’oggi al domani , in modo incisivo.
    E’ molto piacevole leggere i tui contenuti sono molto ricchi di significato , grazie Letizia.

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