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Dal Microbiota Intestinale al Microbiota Gastrico

Ormai sempre più spesso parliamo perchè tanto sappiamo su microbioma e microbiota dell’intestino con le sue oltre 500-1000 specie batteriche diverse ma … ora c’è qualcosa di nuovo: lo stomaco è tutt’altro che sterile!

Si parla infatti di microbiota gastrico e nonostante la peculiare acidità di questo ambiente, diversi sono i micro-organismi che riescono a sopravvivere svolgendo funzioni importanti, identificate grazie a tecniche di biologia molecolare.

Tra queste le più comuni nei fluidi gastrici sono Firmicutes (Streptococcus), Bacteroidetes (Prevotella, Porphyromonas) e Actinobacteria, mentre nella mucosa gastrica sono più rappresentati Firmicutes e Proteobacteria (Neisseria, Haemophilus). E’ stata anche evidenziata una inter-variabilità infatti chi ha una alimentazione più ricca di prodotti di origine vegetale ha una predominanza dei generi Streptococcus e Prevotella mentre in chi mangia molta carne e cibi trasformati dall’industria dominano i phyla Proteobacteria e Bacteroides.

Qual è il loro ruolo?
Mantenere il delicato quanto funzionale equilibrio tra acidità [ph 1.5 circa] e la funzione di filtro ecologico.
Il nostro stomaco è infatti la prima stazione di Benessere, dunque è fondamentale mantenere l’acidità sia grazie a particolari enzimi -tra i quali la pepsina- che il rilascio di sostanze acide – esempio acido cloridico – per garantire la fisiologica scissione degli alimenti. A questo si aggiunge il fatto che lo stomaco funge da vero e proprio filtro ecologico, infatti è in grado di impedire la sopravvivenza di microorganismi non commensali che, passando nell’intestino, potrebbero dare origine a infezioni e disbiosi.
Stress, farmaci, alimentazione scorretta fino a patologie locali e extra-locali mettono a dura prova questo delicato equilibrio. Inoltre una disbiosi gastrica associata a una diminuzione dell’attività filtro esercitata dallo stomaco in condizioni fisiologiche, può consentire il passaggio di patogeni a livello intestinale e/o disbiosi.
E’ questo il caso in cui si parla di una sovra-crescita batterica nel piccolo intestino – SIBO – caratterizzata da variazioni quantitative e qualitative della normale microflora. Conseguenze sono un alterato assorbimento, una alterata sintesi di vitamine e altri nutrienti, una alterata regolazione immunitaria e motilità intestinale. Tutto ciò si traduce con diarrea, meteorismo e dolore addominale cronico ricorrente.

Cosa fare?
Io consiglio l’utilizzo di probiotici, cioè micro-organismi vivi che, somministrati in quantità adeguate, conferiscono un beneficio all’ospite [definizione OMS e FAO]. Questi sono in grado di ristabilire il delicato equilibrio del microbioma dello stomaco. Bisogna però ben scegliere considerando la peculiarità dell’ambiente gastrico. Attualmente la comunità scientifica suggerisce
La scelta dei ceppi ricade su Lattobacilli (L. rhamnosus, L. plantarum, L. pentosus …).

Fonte: G Ianiro et al – Gastric Microbiota
G Nardone et al – The human gastric microbiota: is it time to rethink the pathogenesis of stomach diseases?

Un pensiero su “Dal Microbiota Intestinale al Microbiota Gastrico

  1. L\’idiomatica del \”microidiota\” non necessita di probiotici poichè l\’equilibrio è dato dall\’oscillasione sinaptica dei neuroni del primo cervello , ma anche se il ceppo non passa il filtro biologico del nostro stomaco e si collega direttamente nel secondo cervello a fermentare e là si esprimono le sue flatulenze attraverso un microrganismo genico sotto forma di un fragoroso peto.

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