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Dieta Mediterranea: si, ma sempre personalizzata

Una Dieta Personalizzata attenta a buone strategie di Alimentazione + Nutrizione e Micro-Nutrizione Alto Impatto + Stile di Vita e Cura del Sé, è la chiave di volta per la nostra Salute&Benessere. Ulteriori conferme arrivano ora da un recente studio pubblicato su Nature Medicine e che ha portato l’attenzione su come il microbiota intestinale è capace di dare una risposta personalizzata al cibo che mangiamo.

Questo significa che uno stesso cibo induce risposte differenti in persone diverse perché la determinante è la composizione della microflora intestinale.
Ad esempio si registrano picchi di glucosio oppure di trigliceridi molto diversi in persone che consumano la stessa identica colazione o lo stesso identico pranzo.

Su questa base è stato avviato lo studio che ha visto la partecipazione di 1000 soggetti dei quali è stata analizzata la composizione intestinale e successivamente è stata correlata con le loro abitudini alimentari e con marker cardio-metabolici del sangue.

C’è una importante e grande intervariabilità individuale nelle risposte post-prandiali spiegabile grazie a ciò che precedentemente era stato acquisito su popolazioni di gemelli. Questi infatti hanno lo stesso genoma umano mentre il loro microbiota è molto variabile: 37% di specie batteriche condivise in media. Questo è dunque il motivo.

Ora, grazie a tecniche metagenomiche e lavori di statistica e di intelligenza artificiale è emersa una forte correlazione tra i profili del microbioma-la dieta e i marcatori di salute cardiometabolica. Eccone alcuni esempi chiarificatori:
il microbiota di persone che assumono abitualmente caffè è profondamente diverso da quello di persone che non ne bevono come pure grande differenza c’è tra chi consuma abitualmente frutta-verdura e ortaggi rispetto a chi non ne mangia.
Inoltre è stato evidenziato che gli individui che possiedono un batterio chiamato Prevotella copri hanno una curva del glucosio post-colazione la cui area è in media del 20,4% più bassa rispetto a chi non possiede questo batterio. Conclusioni simili sono state trovate per Blastocisti, un cosiddetto parassita intestinale eucariotico precedentemente ritenuto un potenziale patogeno.

E’ fondamentale dunque muoversi verso un approccio di nutrizione personalizzata e è altrettanto fondamentale pensare all’uso del microbiota sia come variabile in ambito nutrizionale che come base di futuri approcci terapeutici e nutrizionali.

Approfondimento: Go with your gut: novel findings on the gut microbiome, nutrition and health.

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