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Etichette alimentari: carta d’identità dei prodotti

Chi mi segue sa bene che la prima strategia che scriviamo nel piano d’azione con obiettivo Salute&Benessere è ‘I Prodotti Confezionati – NO’. Ora a ulteriore conforto di questa pratica condivido i risultati ottenuti da due studi [A e B] recentemente pubblicati su Foods e Nutrients, che hanno analizzato ben 756 prodotti, di cui 269 paste fresche e 487 secche, mentre i pani contavano 339 prodotti e i sostituti del pane [craker, fette biscottate, gallette … ] erano 1.020. Obiettivo dello studio era valutare la qualità nutrizionale dei prodotti mediate le informazioni riportate nella confezione degli stessi. Sono stati inclusi anche prodotti senza glutine. Una dichiarazione che sta diventando sempre più familiare al consumatore.

Etichetta nutrizionale e claim [cioè messaggi nutrizionali e/o salutistici] sono stati i riferimenti utilizzati poiché hanno un importante ruolo nella percezione della qualità complessiva dei prodotti.

L’Etichetta Nutrizionale, carta d’identità del prodotto – sappiamo dalle cosi-dette scienze comportamentali – catalizza l’attenzione del consumatore prevalentemente sull’apporto calorico del prodotto . Rimangono più trascurate le altre informazioni presenti sulla confezione.

L Saturni – 2006

A mio modo di pensare l’apporto calorico poco significa e dunque è sempre meglio portare l’attenzione sul contento dei grassi e in particolare dei grassi saturi oppure sul contenuto dei carboidrati e sopratutto di zuccheri fino al contenuto di sale. Sono queste infatti che permettono un acquisto consapevole.Anche i claim -quali ad esempio ridotto contenuto calorico oppure senza grassi  o ricco in fibre fino a riduce i livelli di colesterolo nel sangue – giocano un ruolo importante nel determinare l’acquisto.

Ecco i dati!
Il primo dato è sicuramente quello di avere un numero elevato di prodotti presenti sul mercato.
Il secondo dato osservato è l’elevata variabilità in termini di composizione nutrizionale, dei prodotti. Questo rafforza l’importanza di leggere l’etichetta al momento di compiere le proprie scelte alimentari.

I ricercatori hanno concluso che ci sono  ampie differenze tra i valori nutrizionali del pane e quelli dei cosiddetti sostituti, il cui apporto energetico nei primi correla con il contenuto in carboidrati mentre nei secondi soprattutto con il contenuto in grassi. Questo significa che i sostituti del pane non sono veri e propri sostituti!
Per quanto riguarda invece le paste, uno dei risultati riguarda il contenuto di sale. Infatti, mentre il contenuto di sale nella pasta di semola non cotta è molto basso, questo è invece rilevante in altre tipologia di pasta, prima fra tutte quella ripiena. Questo ultimo dato è di grande interesse anche perchè spesso l’acquirente aggiunge sale all’acqua di bollitura con il rischio di mettere in tavola  primi piatti con un contenuto in sale davvero elevato!

Per quanto riguarda i prodotti senza glutine c’è una nota di merito che va al pane e una nota di de-merito per la pasta. I valori nutrizionali sono più favorevoli nei pani senza glutine in termini di minor quantitativo di energia, grassi e sale mentre le paste senza glutine sono risultate più ricche in grassi, carboidrati e con meno proteine e fibre.

Infine i ricercatori non hanno trovato robuste relazioni in termini di qualità nutrizionale dei prodotti quando vengono confrontati solamente per la loro presenza di claim nutrizionali e salutistici.

Su questa base quale Nutrizionista Health Coach confermo la mia strategia di escludere i prodotti confezionati dalla alimentazione convenzionale e di scegliere consapevolmente i prodotti glutine-free perché prodotti senza glutine, di qualità nutrizionale valida ci sono! Aggiungo anche che è fondamentale informare e educare alla lettura dall’etichetta nutrizionale.

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